STORIA

1994-1997

Alla grande festa per la promozione segue inevitabile la riflessione: con la serie A i bisogni crescono in parallelo con le ambizioni. E così, per la prima volta nella sua storia, Forlì ingaggia una straniera, la neozelandese Jaye Bailey. L'impatto è meno traumatico del previsto, segno che il gruppo è comunque solido (alcune atlete sono nel giro della Nazionale juniores), e la matricola forlivese lotta a lungo per l'accesso ai play off.

L'obiettivo è solo rimandato di un anno. Nel 1995 l'Italpaghe termina la stagione regolare al 2º posto nel proprio girone e accede per la prima volta alla post season: se la gioca con tranquillità, e anche se la finale è fuori portata, vista con il senno di poi si tratta di un'utile esperienza.

Nel 1996 arriva nuova linfa dal vivaio (Michela Vitaliani e Carlotta Zauli entrano nel giro della prima squadra), e in campionato va tutto per il verso giusto. Forlì fa il suo vincendo il proprio girone e guadagnandosi i play off, al resto pensa un colpo di fortuna: lo Junior Torino, che aveva dominato il campionato, viene estromesso poco prima della fase finale, e i gironi di play off ridisegnati. L'Italpaghe finisce nel gruppo più equilibrato, con Lucca, Parma e Saronno. E lo vince, tornando in finale scudetto quasi un quarto di secolo dopo la prima volta. Guarda un po', a contendere il tricolore alle forlivesi è ancora Bollate.
Purtroppo, in parte la squadra è appagata e scarica, e poi l'avversario è davvero troppo forte: l'Italpaghe cede 3-0, ma il secondo posto rende il 1996 indimenticabile, senza immaginare che l'anno seguente sarebbe stato anche meglio...

Il 1997 si apre con un botto: in seguito a rinuncia del Bollate, Forlì viene ripescata per rappresentare l'Italia alla Coppa dei Campioni di softball. Ma l'Italpaghe non ha tanto tempo per pensare all'Europa: l'avvio di campionato è terrificante, 15 sconfitte in 20 incontri e infortuni a raffica, fra cui un incidente che mette ko la Bailey per tutta l'estate. Il rischio di retrocedere è serio, la Fibs ha deciso di snellire la serie A da 24 a 10 squadre, e Forlì sembra in un vicolo cieco.
A due giorni dalla chiusura dei tesseramenti, il colpo di quelli che cambiano la vita: Forlì tessera Gina Weber, un "totem" del softball mondiale. La neozelandese trascina la squadra alla salvezza, e già basterebbe, ma in Olanda va oltre.
L'Italpaghe va a giocarsi la Coppa Campioni ad Haarlem, obiettivo la classica "bella figura". La presenza inattesa della Weber getta lo scompiglio tra gli olandesi (sentita a bordo campo, testuale: «La Gina?! ma allora volete vincere...»), ma a rivelarsi fondamentale è il rientro della Bailey, che non a caso vince il titolo di MVP del torneo mentre l'Italpaghe fa sua la Coppa. E' una cosa talmente fuori dalle aspettative, che gli organizzatori manco avevano preparato il disco con l'inno italiano: saranno le stesse giocatrici a cantare "Fratelli d'Italia" dopo la premiazione, in quello che è l'episodio più emozionante nella storia del Softball Forlì.

Conquistata l'Europa, Forlì comincia a cercar spazio in Italia. E' ora di diventare "grandi".